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Il parco solare più grande del mondo si trova nel deserto di Dubai

L’obiettivo dichiarato dagli Emirati Arabi è quello di arrivare a zero emissioni di carbonio entro il 2050. Mentre i Paesi europei puntano alla Renovation Wave (trasformare gli edifici in green building), in Medio Oriente si adottano vere e proprie iniziative da record.

Dubai, capitale mondiale del rinnovabile

Le imprese da record riguardano, in particolare, gli Emirati Arabi, che nel 2015 hanno aderito all’Agenda 2030 promossa dalle Nazioni Unite, assumendo l’impegno di raggiungere i 17 obiettivi di sostenibilità previsti, tra cui una riduzione dei consumi energetici nazionali del 40% e un incremento della produzione energetica da rinnovabili, in grado di raggiungere almeno il 44% della produzione nazionale.

In un’ottica di azzeramento netto delle emissioni rientrano svariate iniziative tra cui quella adottata a Dubai, che punta decisa al 2050, con una produzione del fabbisogno energetico, che avvenga esclusivamente attraverso le fonti rinnovabili, coprendo, quindi, il 100%.

Protagonista dell’impresa è la Dubai Electricity and Water Autority (DEWA) che ha progettato il parco solare più grande del mondo Mohammed bin Rashid Al Maktoum.

L’energia del sole del deserto

Il progetto prevede la realizzazione di un parco, sito nel deserto di Saih Al-Dahal, esteso su una superficie di 44 kmq. Proprio le aree desertiche favoriscono lo sfruttamento dell’energia solare in maniera estensiva, con una esposizione che arriva a circa 10 ore giornaliere. L’iniziativa, rivelatasi sin da subito allettante per investitori e sviluppatori privati, in un’ottica di partenariato pubblico-privato, può quantificare investimenti per circa 11 miliardi di euro, grazie ai quali Dubai, oggi, si afferma come riferimento globale per i prezzi dell’energia. A favorire l’operazione vi sono le disposizioni normative vigenti nella capitale, che favoriscono un finanziamento che rientra nel modello Power Purchase Agreement (PPA), in cui i privati possono investire nella realizzazione di impianti produttivi di energia, mantenendone la gestione per un periodo lungo (solitamente tra i 25 e i 35 anni) e rifornendo l’ente pubblico locale.

Un progetto in cinque fasi

Sono cinque le fasi previste per lo sviluppo del progetto del parco solare più grande del mondo. Nella prima fase, avviata nel 2013, l’energia veniva prodotta da pannelli solari fotovoltaici, che hanno ridotto annualmente le emissioni di carbonio di circa 15.000 tonnellate, utilizzando moduli a film sottile CdTe. Nel 2017 è stata avviata la seconda fase, con l’installazione di 2,3 milioni di pannelli fotovoltaici, con un’estensione di 4,5 kmq, che ha consentito di coprire con energia pulita circa 50.000 residenze e di ridurre le emissioni annue di carbonio di 214.000 tonnellate. Nel 2020 è stata inaugurata la terza fase, con pannelli fotovoltaici dotati di inseguitori solari monoassiali, che attraverso l’inclinazione perpendicolare ai raggi solari, aumentano la generazione di energia, supportati da robot pulitori, che preservano il sistema dalle sabbie desertiche.

La penultima fase, la quarta, è in corso e prevede la combinazione di diverse tecnologie, con la generazione di 700 MW attraverso i sistemi di solare termico e 250 MW per mezzo di pannelli solari fotovoltaici. Con un investimento imponente, che corrisponde a poco più di 4,3 miliardi di euro, con questa fase si punta a ottenere una capacità di accumulo termico di circa 15 ore, in grado di fornire energia per 24 ore al giorno, coprendo circa 320.000 residenze e riducendo le emissioni annue di 1,6 milioni di tonnellate.

Con la fase finale, in programma a partire dal 2023, con più sottofasi, l’obiettivo è fornire energia pulita per oltre 270.000 residenze della città, riducendo le emissioni annue a 1,18 milioni di tonnellate.

[Fonte immagine: https://www.dewa.gov.ae]


DATE: Nov 11, 2022
AUTHOR: CSgroup
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